2 Novembre 2026
Legge di bilancio 2027: le prime anticipazioni
Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026 ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027, con interventi per circa 26 miliardi di euro. La proposta comprende modifiche alla tassazione dei redditi, incentivi al lavoro, risorse per gli investimenti e nuovi sostegni alle famiglie. Per imprese e professionisti, i capitoli da seguire riguardano soprattutto ZES unica, energia, assunzioni e ampliamento del regime forfettario.
Le misure illustrate dal Governo devono ora affrontare l’esame parlamentare. La loro presentazione consente di iniziare a valutarne gli effetti sui programmi del 2027; l’applicazione richiederà l’approvazione della legge e la verifica delle condizioni previste dalle singole disposizioni.
Investimenti, ZES ed energia per le imprese
Per gli investimenti nel Mezzogiorno, il Governo annuncia il rafforzamento del credito d’imposta ZES unica, con una dotazione di 2,4 miliardi di euro nel 2027 e 1,25 miliardi nel 2028. Si tratta delle risorse complessive destinate alla misura: il credito spettante alla singola impresa dovrà essere determinato secondo la disciplina applicabile e le relative procedure.
Sul fronte energetico, è stato annunciato un nuovo Energy Release per le piccole e medie imprese, finanziato con un miliardo di euro, insieme alla conferma dell’intervento per le imprese energivore. L’obiettivo dichiarato è ridurre il costo dell’energia. Prezzi, durata del beneficio e requisiti del nuovo programma per le PMI andranno verificati nei testi che ne disciplineranno il funzionamento.
Il comunicato indica fondi per il cloud, software saas, interventi per agricoltura, pesca e turismo e il rinvio al 1° luglio 2027 di plastic tax e sugar tax. Per il cloud, importi e spese ammissibili restano da verificare.
Assunzioni e retribuzioni al centro degli incentivi
La proposta prevede la proroga al 31 dicembre 2027 degli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle ZES.
Le percentuali illustrate porterebbero la deduzione al 140% per i giovani di età inferiore a 36 anni e al 180% per le lavoratrici madri. Il meccanismo aumenta il costo riconosciuto fiscalmente e riduce così il reddito imponibile: il risparmio effettivo dipende dall’importo agevolabile, dall’aliquota applicabile e dalle condizioni dell’impresa. Le percentuali del 140% e del 180% non rappresentano quindi somme rimborsate al datore di lavoro.
Per le retribuzioni, viene confermata la proposta di tassazione al 5% degli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali del settore privato. È inoltre previsto, per il 2027, un prelievo sostitutivo dell’1% sugli incrementi di reddito da lavoro dipendente dei giovani, entro specifici limiti.
Il tetto di esenzione dei fringe benefit, ossia beni e servizi riconosciuti dal datore di lavoro, salirebbe a 2.000 euro per i lavoratori di età non superiore a 30 anni.
IRPEF al 33% fino a 55.000 euro
La modifica annunciata per l’IRPEF estende da 50.000 a 55.000 euro il limite superiore del secondo scaglione, mantenendo l’aliquota del 33%. L’intervento interessa quindi la porzione di reddito compresa tra le due soglie. Il beneficio massimo indicato dal Governo è di circa 500 euro annui.
La distinzione tra aliquota e scaglione aiuta a comprendere l’effetto della misura. L’IRPEF resta progressiva: ciascuna aliquota si applica alla corrispondente parte di reddito. L’ampliamento proposto non produce perciò un risparmio uniforme per tutti i contribuenti e il vantaggio sull’imposta lorda va distinto dall’esito finale del calcolo fiscale individuale.
Forfettario a 100.000 euro con una disciplina IVA distinta
Per professionisti e imprenditori individuali, il Governo propone di portare da 85.000 a 100.000 euro la soglia di ricavi o compensi per l’accesso al regime forfettario ai fini delle imposte sui redditi. L’ampliamento permetterebbe di mantenere la tassazione sostitutiva anche entro il nuovo limite, nel rispetto degli altri requisiti di accesso e permanenza. Nell’assetto annunciato, la soglia di esenzione IVA resta invece a 85.000 euro.
Il tema dell’IVA richiede una valutazione separata. L’articolo 284 della direttiva 2006/112/CE, come modificato dalla direttiva UE 2020/285, fissa a 85.000 euro il limite massimo della soglia nazionale ordinaria di franchigia. Il passaggio a 100.000 euro per le imposte sui redditi non comporta quindi, da solo, un identico ampliamento dell’esenzione IVA.
Per chi opera vicino a questi importi, sarà decisivo verificare il coordinamento tra le due discipline, le decorrenze e gli eventuali adempimenti. La convenienza andrà valutata considerando anche il trattamento IVA delle operazioni e gli effetti amministrativi del nuovo assetto.
I prossimi passaggi e le valutazioni per il 2027
Il disegno di legge passa ora all’esame delle Camere, dove potrà essere modificato. Le coperture illustrate comprendono maggiori entrate dal settore finanziario, energetico e dei giochi, insieme a riduzioni della spesa dei ministeri. La lettura dell’articolato e della relazione tecnica permetterà di verificare la composizione degli interventi e il loro impatto finanziario.
Nella programmazione aziendale, è opportuno mantenere distinta la sostenibilità dell’investimento dal contributo che le nuove agevolazioni potrebbero offrire. Per un investimento produttivo o digitale, la verifica riguarderà spese ammissibili, tempi e modalità di accesso. Sono questi elementi a trasformare gli stanziamenti annunciati in un beneficio effettivamente utilizzabile dall’impresa.