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“Potenziamento mercati africani”: attivo il nuovo servizio di Simest

La gamma dei finanziamenti agevolati SIMEST a supporto del rafforzamento della competitività internazionale delle imprese italiane si è recentemente ampliata con il nuovo strumento “Potenziamento mercati africani”.

La misura è dedicata alle imprese che esportano, importano o sono presenti in Africa e alle imprese che sono stabilmente fornitrici di dette imprese. Le risorse messe a disposizione contano una riserva dedicata del Fondo 394/81 di 200 milioni di euro e una sub-riserva del 10% per le imprese giovanili, femminili e le start up/PMI innovative.

Sono inoltre stati rinnovati gli altri prodotti SIMEST già in essere da diversi anni, ossia “Inserimento mercati”, “Fiere ed eventi”, “E-commerce”, “Temporary Manager” e “Certificazioni e consulenze”, prevedendo nuove categorie di spese ammissibili per le imprese che realizzano progetti in Africa, a sostegno degli investimenti in formazione del personale locale e degli investimenti per il rafforzamento patrimoniale.

Per poter beneficiare delle condizioni dedicate e delle nuove spese finanziabili, le domande di finanziamento, per questi strumenti, dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2025.

Focus strumento “Potenziamento mercati africani”

Lo strumento è dedicato alle imprese italiane che siano stabilmente presenti o esportino o si approvvigionino nel continente africano, o che siano stabilmente fornitrici delle predette imprese, secondo i requisiti definiti nell’apposita Circolare 1/394/2024.

In particolare, le imprese devono soddisfare, tra gli altri, uno dei seguenti requisiti:

    1. avere un fatturato export pari almeno al 5% come risultante dall’ultimo bilancio e:
      • essere stabilmente presente in almeno un paese africano tramite sede commerciale o produttiva attiva da meno di 6 mesi o non attiva alla data di presentazione della domanda, oppure
      • realizzare esportazioni di beni e servizi verso uno o più paesi africani in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato totale, oppure
      • realizzare importazioni di materie prime strategiche e di altri prodotti (beni intermedi e finali, beni strumenti e altre materie prime), da uno o più paesi africani in misura non inferiore al 2% del proprio fatturato totale;
        oppure
    2. avere almeno il 10% di fatturato totale derivante da comprovate operazioni di fornitura, risultanti da specifici contratti/ordini commerciali stipulati in data antecedente alla data di presentazione della domanda, verso una o più imprese italiane che hanno un fatturato export parti ad almeno il 5% e che alternativamente:
      • hanno una stabile presenza in almeno un paese africano;
      • realizzano esportazioni nella misura indicata al punto 1);
      • realizzano importazioni nella misura indicata la punto 1).

Lo strumento permette il finanziamento di spese volte a rafforzare la solidità patrimoniale dell’impresa, anche in Italia, tra le quali, solo a titolo di esempio, macchinari, impianti, tecnologie hardware e software, spese per investimenti legati ad Industria 4.0 e 5.0, spese per la sostenibilità ambientale e sociale (tali spese devono rappresentare almeno il 60% dell’intervento agevolativo), nonché quello di spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti, tra cui le spese per la formazione del personale africano in Italia o in Africa, le spese per l’affitto e per l’allestimento di strutture (es: showroom, corner commerciale, negozio, ecc.), le spese di viaggio, ingresso e soggiorno in Italia di personale africano per assunzione in Italia, le spese per eventuali certificazioni, omologazioni di prodotto (tale categoria di spese può rappresentare fino al 40% dell’intervento agevolativo).

Per quanto riguarda invece le caratteristiche dell’intervento agevolativo, le principali sono:

  • importo minimo: 10.000 euro;
  • importo massimo: il minore tra il 35% dei ricavi medi risultanti dall’ultimo bilancio e l’importo di: 500.000 euro per le micro imprese, 2.500.000 euro per le PMI e le PMI / start-up innovative oppure 5.000.000 euro per le altre imprese;
  • quota massima a fondo perduto: fino al 10% dell’importo dell’intervento agevolativo richiesto, fino ad un massimo di 100.000 euro e comunque nei limiti del plafond de minimis disponibile. La percentuale sale al 20% dell’intervento agevolativo, fino ad un massimo di 200.000 euro se, sempre nell’ambito del plafond de minimis disponibile, l’impresa richiedente ha almeno una sede operativa, costituita da almeno 6 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna;
  • tasso agevolato: fisso per tutta la durata del finanziamento e pari ad una percentuale del tasso di riferimento UE indicata dall’impresa richiedente in sede di presentazione della domanda, tra le seguenti opzioni: 10%, 50% o 80%;
  • durata: 6 anni, di cui 2 di preammortamento e 4 di ammortamento;
  • rimborso: in 8 rate semestrali posticipate a capitale costante;
  • garanzie: sono richieste alle imprese con scoring classi 3-9 (SIMEST adotta il sistema di rating MCC) e possono assumere la forma di: garanzie autonome a prima richiesta rilasciate da un istituto di credito, una compagnia di assicurazione o un intermediario finanziario autorizzato; cash collateral, deposito cauzionale, altre forme;
  • periodo di realizzazione dell’intervento: il periodo in cui devono essere sostenute, fatturate e pagate le spese ammissibili decorre dalla data di ricezione del numero CUP e termina entro i 24 mesi dalla data di stipula, fatta salva la possibilità per l’impresa richiedente di chiedere una proroga del periodo di realizzazione;
  • modalità di erogazione del finanziamento: sul conto corrente dedicato in massimo tre tranche.
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