Lo scorso 19 ottobre la Commissione Europea ha pubblicato la disciplina RSI 2022. Si è cioè proceduto ad aggiornare e rinnovare la regolamentazione delle modalità di aiuto di Stato a favore delle attività di ricerca e sviluppo.
Il diritto, come si sa, deve poter rispondere alle esigenze della società. Mai come in questo periodo è stato necessario un riassetto dei confini normativi.
Gli obiettivi principali delle novazioni normative riguardano un’attenzione alle tematiche di transizione digitale ed ecologica, in piena coerenza con i pilastri UE.
Le intensità di aiuto riconoscibili raggiungono il 100%, assicurando ad ogni modo il rispetto della concorrenza tra i paesi, riconoscendo alle attività di ricerca e sviluppo un ruolo cruciale per la ripresa dell’economia e della competitività.
Secondo Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza “La disciplina […]permetterà agli Stati membri di sostenere più facilmente le attività di ricerca, sviluppo e innovazione, anche quelle delle piccole e medie imprese […] Le modifiche mirate apportate alle nostre norme sosterranno le transizioni verde e digitale in Europa agevolando gli investimenti pubblico-privato a favore delle innovazioni pioneristiche, della ricerca di punta e delle infrastrutture di prova e sperimentazione“.
Nello specifico la disciplina RSI 2022 va ad agire su:
Viene ampliato e specificato il numero di ambiti ammissibili, includendo le tecnologie digitali e le attività connesse alla digitalizzazione (come ad esempio supercalcolo, tecnologie quantistiche, blockchain, intelligenza artificiale, cibersicurezza, big data e cloud o edge computing).
Rimangono alcuni punti fermi, come ad esempio il riferimento al Manuale di Frascati (ed. 2015), che resta fondamentale per individuare se un progetto sia categorizzabile come ricerca, innovazione e sviluppo.
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