Sostenere costi di ricerca e sviluppo può avere un sensibile impatto sui conti di un’azienda. In alcuni casi si tratta di progetti pluriennali o di investimenti ingenti per puntare su un nuovo prodotto o stravolgere un processo produttivo.
Per questo motivo la capitalizzazione è solo un’opzione.
Nel caso in cui le spese di R&S siano contabilizzate a conto economico verrà rilevato un contributo in conto esercizio, nella voce A5 “altri ricavi e proventi”.
Dunque il credito d’imposta R&S&I&D, per la sua natura di contributo in conto esercizio, va rilevato:
I costi di sviluppo, derivanti dall’applicazione dei risultati della ricerca, sostenuti nel periodo d’imposta possono essere capitalizzati alla voce BI 2 previo consenso del collegio sindacale. Tali costi, per essere capitalizzati dovranno:
Per quanto concerne l’ammortamento dei costi di sviluppo essi sono ammortizzati secondo la loro vita utile oppure, nei casi eccezionali in cui non è possibile stimarne attendibilmente la vita utile, entro un periodo non superiore a cinque anni.
Fino a che l’ammortamento dei costi di sviluppo non è completato, possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.
Dunque il credito d’imposta R&S&I&D, per la sua natura di contributo in conto impianti, va rilevato:
I due metodi alternativi sono:
Con il metodo indiretto sono imputati al conto economico:
Con il metodo diretto sono imputati al conto economico solo gli ammortamenti determinati sul valore dell’immobilizzazione immateriale al netto dei contributi.
In caso di capitalizzazione dei costi di sviluppo la nota integrativa, ai sensi dell’articolo 2427 cod. civ., deve contenere indicazioni:
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